FATTORI DI RISCHIO

Endogeni

– Genetici: i geni coinvolti sono più di uno e lo screening genetico ha valore solo nel caso di individui con almeno tre familiari affetti. Anche chi ha già avuto la diagnosi di melanoma è più a rischio di svilupparne altri.
– Ereditari: alcune malattie ereditarie (per esempio lo xeroderma pigmentoso, nel quale il DNA non riesce a riparare i danni causati dalle radiazioni).
– Familiari: avere un parente di primo grado a cui sia stato riscontrato un melanoma.
– Personali (fototipo): avere occhi azzurri/verdi, capelli biondi/rossi, pelle chiara/lentiggini, avere più di 100 nei sul corpo.
– Culturali: essere convinti che l’abbronzatura sia segno di buona salute; aver notato la comparsa di un nuovo neo o il cambiamento in uno dei propri nei (prurito/sanguinamento/cambiamento di colore/ dimensioni/forma) senza portarlo all’attenzione del medico.
– Acquisiti: l’insufficienza del sistema immunitario (dovuta per esempio a precedenti chemioterapie o a trapianti

Esogeni
– Aver assunto o assumere sostanze o farmaci fotosensibilizzanti o farmaci immunosoppressori.
– Aver utilizzato o utilizzare in misura eccessiva e senza gradualità lampade abbronzanti a emissione ultravioletta.
– Aver presentato scottature dopo esposizione al sole da piccolo.
– Aver l’abitudine di esporsi al sole in maniera non graduale e non responsabile, ovvero senza tener conto della schermatura atmosferica e del riverbero (pianura, montagna, sabbia, neve, mare, ecc.)

Possiamo intervenire, modificando le nostre abitudini, solo sui FATTORI DI RISCHIO ESOGENI legati all’esposizione alla luce e sui fattori culturali, ma questo è sufficiente a ridurre del 50% il rischio di sviluppare un melanoma nell’arco della vita.

Fino all’80% dei melanomi non insorge su nei preesistenti e quindi controlli dermatologici sistematici sono l’unico modo per diagnosticare con tempestività sia melanomi che si sviluppano da nei preesistenti che da cute integra.

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