CHE COSA E MELANOMA 2

CHE COS’E’ IL MELANOMA

Il melanoma è il più raro ma il più pericoloso dei tumori cutanei, perché ha un’insorgenza subdola e una biologia aggressiva. Se non diagnosticato per tempo il melanoma è difficilmente guaribile nonostante negli ultimi anni siano stati immessi sul mercato nuovi farmaci molto attivi nella cura della malattia metastatica. I melanomi più pericolosi sono quelli nodulari soprattutto se dello stesso colore della pelle, che insorgono sul dorso degli uomini anziani e soli che, non potendoli vedere, trascurano di portarli all’attenzione del medico.

I MELANOMI SONO DI DIVERSI TIPI

I melanomi cutanei originano su una cute integra o da nevi preesistenti, che sono presenti fin dalla nascita o dalla prima infanzia (congeniti) o che compaiono durante il corso della vita (acquisiti). Dal punto di vista clinico si distinguono 4 tipologie di melanoma cutaneo:

1) melanoma a diffusione superficiale (il più comune, rappresenta circa 70% di tutti i melanomi cutanei al momento della diagnosi)

2) lentigo maligna

3) melanoma lentigginoso acrale

4) melanoma nodulare (il più aggressivo, rappresenta circa il 10-15% dei melanomi cutanei).

A differenza dei primi tre tipi, che hanno inizialmente una crescita superficiale, il melanoma nodulare è più aggressivo e invade il tessuto in profondità sin dalle sue prime fasi.

INCIDENZA*

– 11.300 i nuovi casi attesi in Italia nel 2015
– L’incidenza è da anni in costante ascesa sia negli uomini(+3,2%/anno), che nelle donne (+3,1%/anno)
– 1.881 i decessi per melanoma maligno nel nostro Paese (1.080 fra gli uomini e 801 fra le donne) [dati ISTAT 2012] – Circa 129.000 persone in Italia convivono con una pregressa diagnosi di melanoma cutaneo (43% uomini)

È opportuno ricordare che il melanoma cutaneo rappresenta solo una piccola percentuale (meno del 5%) di tutti i tumori che colpiscono la pelle. La sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è aumentata nel corso degli ultimi due decenni di circa 14 punti percentuali nei maschi (dal 70% dei casi insorti nel 1990-92 all’84% nel 2005-2007) e di 6 punti nelle femmine (dall’83% all’89% nello stesso periodo). La mortalità da melanoma si riduce soprattutto con la diagnosi precoce e la prevenzione

*I numeri del cancro in Italia, 2015

Tutti i registri regionali nazionali osservano una popolazione di circa 19 milioni di individui che rappresentano il 32% circa dell’intera popolazione del paese

La mortalità da melanoma si riduce soprattutto con la diagnosi precoce e la prevenzione

DIAGNOSI

La diagnosi di melanoma è solo istologica e necessita che una lesione sospetta venga asportata chirurgicamente, inviata all’anatomopatologo che la analizzata al microscopio per identificare le cellule di melanoma. Inoltre, grazie a specifiche analisi sul campione di tessuto, è possibile identificare la presenza di mutazioni molecolari tipiche di alcune forme di melanoma cutaneo e utili per definire prognosi e trattamento.La visita dermatologica è indispensabile per identificare le lesioni sospette e consigliarne l’eventuale asportazione. Non tutte le lesioni asportate risulteranno melanomi all’esame istologico. I nei o nevi sono aggregati di melanociti normali e sono molto comuni e non pericolosi. Lo specialista effettua una visita completa nella quale valuta la storia familiare e la presenza di segni e sintomi tipici del melanoma cutaneo o di altri tumori della pelle. L’esame visivo della pelle è reso più accurato grazie all’uso dell’epiluminescenza, una speciale tecnica di ingrandimento e illuminazione della pelle. Sebbene fino all’80% dei melanomi insorga su cute sana, i controlli dermatologici sistematici permettono di diagnosticare con tempestività melanomi di nuova insorgenza o insorti su nei preesistenti. Esami di diagnostica per immagini come raggi x del torace, TAC, PET e risonanza magnetica sono utili, a giudizio del medico, per definire se e dove la malattia si è estesa.

DIAGNOSI PATOLOGICA

La lesione rimossa viene riposta in una provetta contenente una soluzione di formalina che la ‘fissa’ (circa 24 ore) e la preserva dalla degradazione, dopodiché viene inviata al reparto di anatomia patologica dove, attraverso ulteriori passaggi (12-48 ore), viene inclusa in un blocchetto di paraffina che ha la consistenza della cera solida.
La paraffina conferisce al campione di tessuto la consistenza adatta per essere tagliato in fettine estremamente sottili (5-7 micron) grazie ad uno strumento chiamato ‘microtomo’, che vengono poi riposte su un vetrino, anch’esso sottile, e colorate (2-6 ore) con due coloranti, ematossilina ed eosina (colorazione istochimica), che permettono di distinguere i principali componenti della cellula: il nucleo (blu) e il citoplasma (rosa).
Le fettine colorate, vengono ricoperte da un vetrino copri-oggetto, molto sottile e in questo modo possono essere conservate per 20 anni insieme al corrispondente blocchetto in paraffina. Le sezioni istologiche colorate vengono poi analizzate al microscopio dall’anatomo-patologo che redige la diagnosi, anche con l’ausilio di eventuali colorazioni immunoistochimiche effettuate con anticorpi monoclonali che necessitano però di altre 24 ore per essere eseguite.

Come si legge l’esame istologico